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Liquidità, lo scudo pubblico si allarga su sei banche

20 gennaio 2017 –di Gianni Trovati – il sole 24 ore

(Epa)

La prima mossa operativa del «piano B» per Monte dei Paschi è arrivata ieri con la notifica da parte del Tesoro del decreto che concede a Rocca Salimbeni la garanzia pubblica sulle emissioni di liquidità. Ma questa rete pubblica, prorogata dal decreto banche fino al 31 giugno con il via libera della commmissione Ue, si estende ben oltre Siena: la stessa garanzia, si apprende da un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio di ieri da Via XX Settembre, è stata concessa in queste settimane anche a Cariferrara, Banca Marche e Banca Etruria, e dopo l’approvazione ottenuta a Bruxelles sarà applicata anche per la Popolare di Vicenza e Veneto Banca 

 

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L’ombrello pubblico, insomma, si allarga a coprire le emissioni di sei banche, a conferma che proprio la liquidità rappresenta una delle prime spie che si accendono quando le prospettive dei singoli istituti di credito si annebbiano. Questa dinamica del resto era stata confermata mercoledì in Senato dallo stesso amministratore delegato di Mps Marco Morelli, che ha parlato di un «deflusso molto importante» registrato a Siena nelle ultime settimane dell’anno, fermatosi poi quando il decreto di Natale ha riportato certezze sul Monte: banca che rimane «pienamente solvibile», come ha voluto confermare ancora ieri da Davos il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Proprio il Monte rimane comunque il destinatario numero uno della garanzia pubblica, arrivata ieri nel giorno della nuova riunione del cda della Banca. In gioco, secondo i programmi circolati in queste settimane, c’è un programma di emissioni fino a 15 miliardi di euro, aperto da una prima tranche che dovrebbe viaggiare intorno a quota 1,5-2 miliardi.

In seconda posizione, in termini di dimensioni dell’intervento, dovrebbero invece attestarsi le due banche venete gestite dal fondo Atlante, che sono però un po’ più indietro nel percorso. Il via libera europeo sulle garanzie per la liquidità è arrivato solo ieri, e soprattutto sono ancora da definire le mosse che porteranno all’aumento di capitale e all’eventuale ricapitalizzazione precauzionale modello Siena, con l’intervento dello Stato. In fondo alla graduatoria dei valori si collocano invece Banca Marche, Cariferrara e Banca Etruria, mentre Carichieti rimane al momento fuori dal sostegno pubblico su questo versante.

A finanziare la garanzia sarà una quota del fondo da 20 miliardi messo a disposizione dal decreto di Natale che sarà alimentato da nuove emissioni di debito pubblico. Non sarà la liquidità, comunque, a rappresentare l’impegno più consistente del fondo, per due ragioni. La garanzia, prima di tutto, funziona con un forte effetto leva, che limiterà sotto il miliardo la cifra necessaria a coprire il pacchetto comunicato ieri. I costi, poi, rimangono al momento eventuali, perché il primo obiettivo è quello di facilitare la raccolta ordinaria sul mercato da parte delle banche, evitando che diventi troppo costosa per le incertezze che circondano gli istituti in difficoltà.

In questa fase, l’impatto sui conti pubblici è zero, e comincerà a farsi sentire solo se la garanzia andrà esercitata davvero perché le banche interessate non riescono a rimborsare i titoli in scadenza.


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