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Perché la Borsa di Milano vola nonostante la crisi di governo

Perché la Borsa di Milano vola nonostante la crisi di governo? Chiusura record

Le banche guidano il rimbalzo della Borsa che torna ai livelli pre Brexit: Unicredit guadagna il 13%, positivo anche Mps. Giù lo spread: la Bce tranquillizza i mercati

06/12/2016 - FRANCESCO SPINI – La Stampa

MILANO

Non solo non crolla, ora si mette pure a correre. La Borsa di Milano chiude con un balzo del 4,15% e, con l’indice principale Ftse Mib a 17.757 punti, torna a livelli che non vedeva dalla Brexit, dal primo cataclisma causato dalla decisione di Londra (sempre con un referendum) di uscire dall’Unione Europea). Che cosa è successo? Anche nella seduta di ieri Piazza Affari, con un -0,21%, aveva resistito all’onda d’urto della consultazione che - con il prevalere del «no» - ha causato il passo indietro, anche se congelato fino all’approvazione della Legge di Bilancio, del premier Matteo Renzi. 

 

Ma nella stessa seduta di ieri le banche hanno segnato un deciso segno meno. Oggi, invece, sono proprio le banche a segnare un deciso rimbalzo. Esempi?laPopolare di Milano guadagna il 9,03%, a 0,316 euro, il Banco Popolare il 9,02%, a 2,01 euro, Intesa Sanpaolo l’8,16% a 2,28 euro, Ubi Banca il 9,70% a 2,26 euro e Unicredit - che si prepara a lanciare un aumento di capitale da oltre 10 miliardi - addirittura il 12,81% a 2,27 euro. Perfino il «grande malato» del sistema finanziario italiano, il Monte dei Paschi, chiude la seduta di oggi in positivo dell’1,18%. 

 

Come mai tanta euforia? È il segno di un mercato che naviga a vista, in cui la speculazione - ovvero la componente del mercato che si muove in maniera più opportunistica - la fa da padrona. E dopo i cali di ieri, anche tra le banche arrivano i rimbalzi. Come era stato in larga parte previsto dagli analisti, il referendum sta causando volatilità sul mercato, ovvero grandi oscillazioni nei prezzi. Ma nessun panico. Anche perché i mercati da tempo erano preparati alla vittoria del No e dunque a una dose di instabilità del quadro politico, ma l’approvazione - prevista domani - della Legge di Bilancio tranquillizza il mercato: la gestione della crisi, al momento, appare ordinata

 

Ora che siamo in mezzo al guado, a preoccupare il mercato resta la situazione delle banche, e in particolare di Siena che si avvia a un probabile salvataggio pubblico, ovvero con l’intervento dello Stato. Ma questo è anche accompagnato da una relativa tranquillità dello spread (il differenziale dei tassi del Btp decennale con l’omologo titolo di debito dello Stato tedesco) sceso sotto quota 160 a 159 punti base, segno che l’ombrello della Bce di Mario Draghi è pienamente efficace, tanto più che giovedì probabilmente sarà annunciato un rafforzamento degli acquisti di titoli (il quantitative easing) che contribuirà ulteriormente a rinfrancare i mercati. 


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